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Dal 1883​

Il Fondo ebbe origine, nella forma di “Cassa Pensioni”, con regolamento approvato dal Consiglio di Amministrazione della Cassa di Risparmio di Torino il 22 febbraio 1883.

Successivamente, e precisamente nel 1901, il trattamento di pensione venne trasformato in “cumuli di previdenza”, il cui regolamento, approvato dal Consiglio di Amministrazione della Cassa di Risparmio il 26 marzo 1901, raggiunse per successive modifiche la sua forma definitiva nei regolamenti deliberati il 21 maggio e il 4 giugno 1926 per il personale della sede centrale e il 5 luglio 1929 per il personale delle succursali foranee. 

In seguito alle riforme del Governo fascista sulla gestione speciale degli accantonamenti dei fondi per le indennità dovute dai datori di lavoro ai propri impiegati in caso di risoluzione del rapporto di impiego, la Cassa di Risparmio il 13 aprile 1942 deliberò di unificare i regolamenti di previdenza per il proprio personale e di trasformare il Fondo, da gestione speciale, in un ente avente personalità giuridica e Statuto propri.

Il 25 luglio 1951 la Cassa di Risparmio trasformò l’allora “Fondo di Quiescenza” ed emanò il primo Statuto del “Fondo di Previdenza per il Personale della Cassa di Risparmio di Torino” erigendolo nel contempo ad Ente Morale.


Dal 1959 ad oggi

Il Fondo nella forma attuale venne costituito il 9 dicembre 1959, a rogito del Notaio Dr. Silvio Mandelli in Torino, ed ottenne il riconoscimento della personalità giuridica e l’approvazione del primo Statuto con Decreto del Presidente della Repubblica il 2 settembre 1960.

Il Fondo ha rappresentato sino al 1990 la previdenza di base per i dipendenti della ex Banca CRT che sino ad allora non erano iscritti all´INPS. 

La legge 218/90 che ha trasformato gli Enti creditizi pubblici in società per azioni, ha, tra l’altro, fatto sì che dal 1˚ gennaio 1991 il Fondo da esonerativo della previdenza pubblica diventasse integrativo della stessa, prevedendo altresì l’iscrizione all'INPS di tutti i dipendenti in servizio. Da quel momento il Fondo diventò “chiuso” e gli assunti in Banca CRT dopo tale data  non poterono più iscriversi al Fondo stesso.

Attualmente il Fondo costituisce il secondo pilastro della previdenza per tutti i suoi iscritti, il suo Statuto è frutto degli accordi collettivi che nel tempo si sono susseguiti.


 

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